Sale dell’Himalaya: fa bene oppure no?

Pubblicato il 26 aprile 2018 | Categoria: Curiosità culinarie, Featured, Miti e leggende

I benefici del Sale dell'Himalaya

Il sale dell’Himalaya è un tipo di salgemma noto per il suo meraviglioso color rosa, che deriva dalla presenza al suo interno di numerosi oligoelementi, come il magnesio e lo iodio. Viene estratto manualmente nella regione settentrionale del Pakistan, e viene spesso presentato come un alternativa più salutare al classico sale da cucina. Ma è davvero così?

I benefici per la salute del sale dell’Himalaya: cosa si dice

State cercando il sale cristallino dell’Himalaya? Se siete avventurosi, potrete trovarlo nelle grotte nel Nord del Pakistan, dove ha potuto formarsi negli ultimi 250 milioni di anni, in un ambiente privo di tossine e impurità e sottoposto a una forte pressione tettonica. In molti pensano che, proprio per l’ambiente “puro” in cui si è formato, questo sale offra numerosi benefici per la salute.

Oltre a regolare i livelli d’acqua, di zucchero e il pH nel nostro corpo, le proprietà più note di questo sale sono:

  • Riduzione dell’invecchiamento
  • Promozione del bilancio energetico idroelettrico delle cellule
  • Aiuto alla salute vascolare e alla funzione respiratoria

Il sale dell’Himalaya, inoltre, promuoverebbe la salute generale del seno, dei reni e della cistifellea, ridurrebbe i crampi, aiuterebbe il sonno e incoraggerebbe una sana libido. Tutti benefici completamente assenti nel comune sale da cucina, che è totalmente privo di minerali utili e, inoltre, lavorato con diverse sostanze chimiche. Tutto ciò fa sì che il corpo non riesca a smaltirlo in modo naturale e sano, causando irritazione ai tessuti, ritenzione idrica e pressione alta.

E se tutto questo non fosse vero?

Purtroppo, però, non esistono prove scientifiche a sostegno dell’esistenza di questi benefici. Essi nascerebbero perlopiù da credenze di tradizione ayurvedica, secondo le quali l’esclusiva struttura cellulare del sale dell’Himalaya può consentire di immagazzinare energia vibratoria.

Inoltre, il fatto che si sia formato nel corso di milioni di anni in un ambiente che lo ha isolato e protetto, porta molti a credere che sia esente dalle tossine e dalle sostanze inquinanti che, invece, contaminano il sale da cucina comune. Sono anni che ci sentiamo elencare le mirabolanti proprietà del sale dell’Himalaya, senza alcuna prova a sostegno. Sono vere o si tratta di una bufala? La risposta è piuttosto ambigua.

La “bugia” – o illusione, se preferiamo – più diffusa riguardo a questo sale è che sia più puro rispetto alle altre tipologie, come in più occasioni ha affermato Dario Bressanini.

Se prendiamo in considerazione che attualmente, per legge, il sale comune non può essere commercializzato a meno che non raggiunga almeno il 97% di cloruro di sodio nella sua composizione, possiamo facilmente renderci conto di quanto questo raggiunga in realtà un elevato livello di purezza.

Dunque, il sale dell’Himalaya contiene sostanze benefiche? Vero. Per esempio, al suo interno sono presenti dosi ridotte di ferro, che però non sopperiscono al fabbisogno giornaliero di questo elemento.

Il sale rosa himalayano contiene davvero gli 84 oligoelementi che lo rendono tanto famoso per i suoi benefici? Falso. Una delle tante credenze che circolano su questo sale vorrebbe che esso contenga tutti – o quasi – gli oligoelementi di cui il nostro organismo necessita per mantenersi in salute. In effetti, alcuni elementi sono stati riscontrati da analisi più approfondite, ma in un numero che non si avvicina neanche lontanamente ai famosi 84: parliamo infatti di solo venti oligoelementi.

Non esistono però certezze che il sale dell’Himalaya l’ipertensione o la ritenzione idrica, contiene impurezze e sostanze tossiche – in dosi troppo piccole per risultare nocive, ma pur sempre tossiche. Vale la pena, quindi, spendere tempo e denaro alla ricerca del sale rosa dell’Himalaya? La risposta sembra proprio essere un no.