Se mangi poca carne, attenzione a questi sintomi

Pubblicato il 22 marzo 2018 | Categoria: Diete, Featured, I segreti dei vegetariani, Valori nutrizionali

dieta vegetariana: attenzione a questi sintomi

Le problematiche ambientali, etiche e legate alla salute associate al consumo di prodotti di origine animale ha provocato, negli ultimi tempi, un grandissimo aumento di diete vegetariane e vegane. Al contempo, anche gli onnivori sembrano voler diminuire la quantità di bistecche, filetti e salumi consumati settimanalmente.

Tuttavia, una mancanza di equilibrio in questo tipo di alimentazione può portare anche a delle conseguenze preoccupanti, per le quali vale sempre il famoso modo di dire: prevenire è meglio che curare. Tutto si può fare: basta saperlo gestire al meglio!

Se qualcosa non dovesse funzionare nella nostra dieta quotidiana, il nostro corpo e la nostra mente saranno in grado di avvisarci. Vediamo come.

Addio carne? Attenzione a questi sintomi

Se mancano buone dosi di proteine sulla nostra tavola, l’organismo potrebbe inviarci alcuni campanelli di allarme. Eccoli:

  • Insoddisfazione alimentare da dieta vegetariana – Può essere una domanda che spesso ci si potrebbe porre: ne vale davvero la pena? È una sindrome che spesso deriva dall’insoddisfazione su ciò che si è appena mangiato, per vari motivi. Per esempio, se non si è grandi fan di frutta e verdura, è molto difficile poter sopportare un’alimentazione priva di proteine animali: per bilanciare le assenze di questi alimenti è dunque necessario idratare correttamente il corpo e, in tal senso, l’apporto di prodotti vegetali risulta essenziale. Non poterlo fare – o non poterlo fare con il gusto necessario – è decisamente un deterrente che può provocare una forte insoddisfazione palesata ogni qualvolta ci si alzerà da tavola.
  • Spossatezza, stress e stanchezza – Una scelta sbagliata è quella di voler eliminare da un giorno all’altro la carne, il pesce – magari i formaggi e le uova – e fare finta che non sia successo nulla, proseguendo con la precedente alimentazione, priva però di questi alimenti. In realtà, l’eliminazione dalla propria dieta di una determinata categoria di cibo è un evento che può essere traumatico per un organismo abituato a essere nutrito con determinate sostanze. Nel momento in cui si opta per una scelta drastica – in diversi casi per il corpo, più che per la testa –, converrebbe ascoltare il parere di un esperto nutrizionista. In sostituzione di un determinato alimento è bene che vi sia infatti pronto un ricambio all’altezza: per il proprio gusto, per la propria mente, per il proprio corpo. Eventuali eccessi nell’eliminazione delle proteine animali, senza le dovute sostituzioni, possono infatti portare abbassamenti drastici del livello del ferro con conseguenze che potrebbero provocare stanchezza, stress e preoccupanti segni di costante calo di energie. Come detto, si tratta di circostanze evitabili sostituendo degnamente gli alimenti che si decide di non consumare più.
  • Senso di fame e gonfiore – 
Seppur sono due cose in totale contraddizione tra di loro, rappresentano dei sintomi abbastanza palesi che qualcosa non sta andando per il verso giusto. Molto spesso, per sostituire la carne si fa ricorso a una quantità più elevata di cibo per permettere al corpo la corretta assunzione delle proteine. È così che si abbonda di fagioli, di verdure, di cereali, di frutta e di cibi che – genericamente – sono assai ricchi di fibre e che, come tali, possono contribuire a percepire un elevato senso di gonfiore. Per evitare tali sensazioni è spesso raccomandato il consumo di abbondanti quantità di acqua, utile a mantenere il corpo, nel suo interno, in costante movimento. 
Da un certo punto di vista, anche il sentirsi sempre affamati è legato a questo “cambio” di proteine: un cibo che ne contiene molte richiede una maggior quantità di tempo per essere assorbito e, quindi, garantirà una sensazione di sazietà più lunga. Al contrario, alimenti con meno proteine tendono ad alleggerire il corpo ed a far maggiormente percepire la sensazione di fame: per placarla, occorre compensare con frutta e verdura per poter permettere al corpo una maggiore assunzione di massa e di fibra.

Alimentazione vegetariana: un compromesso da trovare?

Sono sempre più frequenti gli studi, soprattutto nelle epoche più recenti, che assimilano il seguire una dieta di tipo vegetariano e vegano alla riduzione di malattie cardiache e di diabete.

A livello estetico, sembra che chi ricorra a questo tipo di alimentazione sia inoltre mediamente più magro rispetto a un onnivoro (o un carnivoro). Ma per poter arrivare a garantirsi dei risultati ottimali occorre che, nel momento in cui si opta per la scelta vegetariana, si sia coscienti degli sforzi che bisogna fare per garantire che anche il nostro corpo, oltre che il nostro cervello comprenda appieno il cambiamento in atto.

Che dire? Buon appetito!