La carne in gravidanza: mangiarla o no?

Pubblicato il 3 giugno 2015 | Categoria: Dieta in gravidanza, Diete, Featured

Durante i nove mesi della gravidanza, ogni donna deve nutrirsi in modo adeguato, per poter così mantenere il suo corpo in ottima salute e consentire la normale e corretta formazione dei tessuti fetali. Un’alimentazione corretta è uno dei presupposti fondamentali per la corretta evoluzione della gravidanza stessa, sia per la normale crescita del feto: la qualità e la quantità sia del cibo che delle bevande vanno devono essere controllate. Le donne in stato interessante devono alimentarsi in modo adeguato alle esigenze del loro corpo e a quelle del bambino.

È importante ricordare che l’alimentazione da seguire in gravidanza non deve essere totalmente diversa da quella che dovrebbe essere seguita in ogni altro periodo della vita ma, durante la gestazione, cambia l’apporto calorico che deve essere leggermente più alto e alcuni nutrienti particolari devono essere sempre presenti nella dieta. Il peso corporeo della donna deve essere sempre controllato, in modo che non superi alcuni parametri rigidamente stabiliti dallo specialista in ginecologia.

Si può mangiare la carne durante il periodo della gravidanza?

Una delle domande più frequenti sulla dieta da seguire durante la gravidanza, riguarda proprio l’esclusione della carne dall’ alimentazione. Un’errata informazione su questo argomento può causare dei problemi al periodo gestazionale. Infatti, è possibile mangiare la carne durante la gravidanza, poiché rappresenta un tassello importante di una dieta ben equilibrata.

Alcuni studi evidenziamo come la carne poco cotta possa trasmettere la malattia infettiva chiamata toxoplasmosi. Questa malattia infettiva può essere trasmessa da un parassita chiamato Toxoplasma gondii, che si può trovare in alcuni alimenti come:

  • la carne cruda o poco cotta
  • le uova crude
  • il latte non pastorizzato

Che cos’è la toxoplasmosi?

La toxoplasmosi si distingue in toxoplasmosi acquisita e in toxoplasmosi connatale. La prima è un’infezione contratta sia con l’ingestione di cibo, sia con l’ingestione di ovocisti mature di Toxoplasma gondii a seguito di contatti con alcuni oggetti, con il terreno o con del materiale contaminato.

La toxoplasmosi connatale, invece, è una malattia infettiva che fa parte del complesso TORCH, per cui è necessario lo screening durante il periodo della gravidanza.

Cosa si può fare per evitare delle infezioni quando si è in stato interessante?

Le donne incinte, per evitare di contrarre delle infezioni, dovrebbero:

  1. non mangiare salumi
  2. mangiare della carne ben cotta
  3. lavare bene tutta la frutta e la verdura
  4. non toccare le feci degli animali, in particolare modo del gatto
  5. lavare bene le mani dopo aver toccato carne cruda, frutta, verdura o della terra
  6. indossare dei guanti durante le faccende di casa
  7. indossare dei guanti e lavare le mani, dopo aver praticato del giardinaggio

È consigliato non toccare le feci dei gatti poiché gli animali spesso mangiano carne cruda e, di conseguenza, potrebbero essere infettati. Nell’intestino del gatto, però, il Toxoplasma gondii produce ovocisti, ovvero delle cellule uovo che risultano molto resistenti. Le cellule uovo, diffuso nell’ambiente con le feci, rappresentano l’agente infettante della toxoplasmosi.

Il dottor Domenico De Felice, medico chirurgo specializzato in oftalmologia, ricorda che “la toxoplasmosi è una malattia provocata da un parassita degli animali che può però colpire anche gli umani attraverso il consumo di cibi contaminati (generalmente carni, uova e verdure crude), oppure attraverso animali infetti o manipolando la terra. La toxoplasmosi è un pericolo soprattutto per le donne in gravidanza perché la trasmissione dalla madre al feto avviene attraverso la placenta e può causare lesioni molto gravi al bambino. A volte le lesioni cicatriziali da toxoplasma colpiscono la regione centrale della retina e possono essere causa di un grave deficit visivo”.

La donna che si trova in stato di gravidanza dovrebbe preferire la carne bianca rispetto alla carne rossa, che andrebbe consumata massimo due volte a settimana. Le carni da preferire, quindi, possono essere:

  • carne di pollo
  • carne di tacchino
  • carne di coniglio

Inoltre, è consigliato evitare fritture, preparazioni elaborate e soffritti, ma prediligere cotture povere o prive di grassi, come la cottura al vapore, al forno, alla piastra, al cartoccio o in umido.

La carne, quindi, non deve essere eliminata dall’alimentazione, poiché ha anche delle proprietà benefiche per il feto e per la mamma stessa. La carne è ricca di:

  1. vitamine del grubbo B
  2. sali minerali (il potassio, il ferro e il magnesio)
  3. proteine nobili

Altri alimenti che vantano le stesse proprietà sono i legumi (i ceci, i piselli, le lenticchie e i fagioli): questi alimenti sono ricchi di proteine di origine vegetale che sono più povere di aminoacidi rispetto alle proteine nobili. È preferibile consumare i legumi associati alla pasta o al riso come piatto unico, oppure insieme al pane in alternativa ai secondi piatti.

Per condire, è indicato in particolare modo, sia per la carne che per le insalate e le verdure in generale, l’olio di oliva, se possibile olio extravergine, da consumare a crudo.