Dimmi come mangi e ti dirò chi sei

Pubblicato il 22 aprile 2015 | Categoria: Cosa mangiare per prevenire l'insorgere delle malattie, Curiosità culinarie, Featured

Il famoso gastronomo francese Jean Anthelme Savarin pronunciò la famosa frase “dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei”, nel suo trattato “Fisiologia del gusto”. Un volume sul cibo e i suoi aspetti sociali. 

Nel periodo storico in cui viviamo, nell’epoca degli aperitivi, degli slow food e finger food; nell’era di una televisione incentrata sulla “cucina facile”, siamo veramente in grado di capire cosa mangiamo? Quali sono i cibi che consumiamo e la loro provenienza? 

Ogni popolo ha il suo cibo e ogni cibo ha la sua storia. Si dice che chi è dolce ama il dolce, che la carne è per gli irascibili e che i vegetariani sono riflessivi. Se ci soffermiamo a pensare a cosa stiamo mangiando possiamo andare ben oltre la soddisfazione di una necessità biologica, scoprendo molte cose sul nostro modo di essere. Mangiare è anche un’azione curativa, ci fa stare meglio, per questo bisogna tenere sotto controllo il cibo che stiamo per portare alla bocca e stomaco. 

Il caso studio 

Una nuova scoperta americana, della North Dakota State University, afferma che avere passione per i dolci vuol dire avere un carattere molto tenero, dolce e sensibile e soprattuto più amichevole ed aperto nei confronti degli altri.

I ricercatori hanno studiato diversi comportamenti, tenendo sotto osservazione i propri studenti e giungendo alla conclusione che gli aspetti del loro carattere emergevano in base alla scelta del cibo. 

L’alimentazione

L’alimentazione è uno dei temi più discussi al giorno d’oggi. Le sane abitutidini alimentari sono cambiate nel tempo; abbiamo a disposizione più “facilità” di cibo, diverse quantità e meno qualità, nonchè meno tempo a disposizione. In più siamo diventati molto più sedentari. Quindi le calorie introdotte rispetto a quelle bruciate saranno mettamente maggiori; se poi si considera al tipo di cibo che ingeriamo, le calorie possono aumentare sempre di più. Per contro, i modelli sociali che continuano a proporci, ci spingono verso livelli di magrezza eccessiva. Fenomeno che troviamo soprattutto tra le adolescenti. Fare diete su diete, controllare continuamente il peso, diventa con il passare del tempo un problema di salute mentale e fisico. Non meno frequente è il fenomeno di obesità e soprappeso, che oltre ad un problema estetico diventa anche un problema di salute, con grossi rischi di ipertensione, problemi circolatori, diabete e adirittura alcune forme di tumore

Imparare a mangiare

Molto spesso mangiamo in base alle nostre esigenze e non in base alle esigenze del nostro organismo. E non sempre il nostro organismo è pronto a starci dietro. Questo comporta un affaticamento psico-fisico, determinando il classico effetto yo-yo.

Quello che è importante capire è che nel momento in cui ci troviamo davanti ad un piatto o ad un banco di alimenti, dobbiamo riflettere che siamo lì per “nutrire” il nostro corpo. Cercare di evitare ogni forma di stress e prevenire qualsiasi distrubo.

Quando il cibo diventa un problema

Non sempre il cibo viene considerato come un momento piacevole da condividere , come un piacere. Ci sono persone che si saziano perché devo farlo, per puro spirito di sopravvivenza; altre non fanno nemmeno caso a quello che mandano giù o al modo in cui mangiano, per esempio di corsa davanti al frigo o in piedi davanti alla tv.

Per altre invece invece il cibo è una vera ossessione. Queste persone usano il cibo per calmare un malessere interiore, ansia. Questa ossessione è spesso alla base di disturbi alimentari come la bulimia nervosa. Controllare continuamente la quantità di cibo che ingeriamo, i valori nutrizionali riportati sulle confezioni, pesiamo continaumente il cibo abbuffandoci e poi vomitando. 

Nella classifica dei disturbi alimentari troviamo anche l’anoressia nervosa e i disturbi da alimentazione incontrollata. Questi fenomeni consistono in disfunzioni del comportamento alimentare o in comportamenti finalizzati alla perdita continua di peso, danneggiando la salute fisica e psichica. 

Questi due casi di disturbi alimentari sono ben spiegati dal dottor Marco CastellazziI primi segni che devono far sospettare un’anoressia sono, innanzitutto, un dimagrimento eccessivo ed un’immediata amenorrea (la perdita del ciclo mestruale). Spesso le pazienti sono ipercinetiche per “ smaltire le calorie “ ottenute con un comune pasto. I modi di vestire tendono a nascondere il corpo perché è stigmatizzato dalla magrezza evidente, mentre invece il viso spesso non denuncia magrezza estrema perchè una certa salienza iperparatiroidea da un aspetto salutare all’immagine della persona. La bulimia, invece, basandosi sull’alternanza tra abbuffate e vomito indotto o assunzione di lassativi, dà un apparente equilibrio che non sempre è tradito da aspetti esteriori come la magrezza o l’aumento di peso. La persona bulimica agisce solitamente di nascosto, quindi il suo problema non è facilmente intuibile dall’esterno. L’anoressica solitamente rifiuta invece di mangiare ed inventa una serie infinita di scuse per evitare di alimentarsi. Se proprio non può fare a meno di sedersi a tavola, prende pochissimo cibo per poi lasciarlo comunque nel piatto, oppure lo nasconde nel tovagliolo per gettarlo in seguito. Man mano che la malattia progredisce, la persona evita accuratamente di mostrarsi in pubblico. L’approccio del dietologo poco può fare senza un supporto psicologico adeguato, quindi ti consiglio di rivolgerti quanto prima a questi specialisti”

L’uomo è ciò che mangia

Questa è la massima del filosofo Feuerbach. Ricca di significati, tale massima punta l’accento sul cosa si mangia. Ed è da ciò che si mangia che l’uomo si può definire ricco o povero, forte o debole, bene nutrito e in salute o mal nutrito e soggetto a malattie. Si può quindi affermare che Il cibo influenza più in generale, il corpo e la mente