Celiachia: come accorgersene?

Pubblicato il 28 novembre 2014 | Categoria: Allergie e intolleranze, Featured, Test per le intolleranze alimentari

Che cos’è la celiachia?

La celiachia è una malattia autoimmune che colpisce l’intestino tenue: la malattia celiaca si manifesta in soggetti di tutte le età, predisposti geneticamente. La celiachia è causata da una reazione a una prolammina, cioè una proteina del glutine chiamata gliadina, presente nel grano, e da altre proteine simili che comprendono cereali molto comuni, come ad esempio l’orzo e la segale. L’esposizione alla gliadina causa una reazione infiammatoria, ovvero porta a un troncamento dei villi che rivestono l’intestino tenue. I villi intestinali sono responsabili dell’assorbimento delle sostanze nutritive, processo che viene intaccato. Mangiare dei cibi che contengono del glutine può causare diversi sintomi, fra i quali:

  • gonfiore
  • dolore addominale
  • diarrea
  • flatulenza
  • sensazione di stanchezza
  • perdita di peso
  • vomito
  • feci pallide

La sintomatologia che presenta la celiachia varia da persona a persona: i sintomi, infatti, possono colpire l’apparato digerente oppure altre parti dell’organismo. I sintomi collegati al tratto digerente si presentano più frequentemente nei neonati e nei bambini. I bambini, inoltre, possono presentare anche particolare irritabilità. I sintomi possono variare anche in base all’età della persona e da quanto l’intestino tenue è stato danneggiato: molti adulti, infatti, sono colpiti dalla malattia per anni prima che venga diagnosticata.

Quali possono essere le cause della celiachia?

La malattia celiaca, come già detto, è una malattia autoimmune, quindi il sistema immunitario per difendere il corpo dalle infezioni attacca il tessuto sano erroneamente. Nei casi di celiachia, il sistema immunitario rileva le sostanze all’interno del glutine come una minaccia per il corpo e, per questo motivo, il sistema immunitario le attacca, danneggiando la superficie dell’intestino e interrompendo il processo di assorbimento dei nutrienti contenuti nel cibo. Fra questi nutrienti è compreso il glutine, cioè una proteina che è presente in tre tipi di cereali:

  1. nell’orzo
  2. nel grano
  3. nella segale

È possibile trovare il glutine in diversi alimenti, fra i quali:

  • la pasta
  • i cereali per la colazione
  • le torte
  • alcuni tipi di piatti pronti
  • quasi tutti i tipi di pane
  • alcuni tipi di salse
  • le birre fatte con l’orzo

Celiachia: ecco come affrontarla

Ad oggi, non esiste una cura per la malattia celiaca, ma il passaggio a un’alimentazione priva di glutine dovrebbe aiutare a controllare tutti i sintomi e a prevenire le conseguenze che la malattia potrebbe portare a lungo termine. Anche se i sintomi sono lievi oppure inesistenti, è sempre consigliato modificare la dieta, poiché non eliminare il glutine dall’alimentazione potrebbe portare delle gravi conseguenze.

Negli ultimi anni, è aumentata in modo esponenziale la produzione di alimenti privi di glutine e, di conseguenze, è diventato molto più semplice seguire una dieta sana e varia. È possibile stabilire una dieta equilibrata e priva di glutine con il supporto di uno specialista.

È obbligatorio effettuare lo screening per la malattia celiaca?

Lo screening, in caso di malattia celiaca, significa effettuare delle analisi per individuare la presenza di auto-anticorpi nel sangue che non presentano evidenti sintomi. Lo screening per la celiachia è normalmente consigliato a tutte quelle persone che presentano un rischio maggiore di sviluppare la malattia, in base alla storia familiare della malattia stessa. Solitamente si consiglia ai parenti di primo grado (fratelli, genitori, sorelle e figli) di persone affette da celiachia.

Il dottor Maurizio Galimberti, medico chirurgo specializzato in allergologia, ricorda che: “Se è noto che qualcuno nella famiglia ha la celiachia (ovvero l’allergia al glutine), conviene che si effettui un controllo per evitare innanzitutto le complicazioni derivanti dalla mancata cura della malattia. Visto che chi è affetto da questo disturbo ha un livello di anticorpi maggiori del normale, un’analisi del sangue può aiutare la diagnosi. Per confermare la diagnosi si può rimuovere, eseguendo una biopsia, una piccola porzione di tessuto intestinale per cercare un eventuale danneggiamento dei villi. Generalmente il tessuto è ottenuto da un’endoscopia, ovvero l’inserimento di un sottile e lungo tubo attraverso bocca, esofago e stomaco, fino all’intestino, dove viene asportato un piccolo campione di tessuto. Anche se si osservano le regole di una severa dieta libera da glutine, è possibile avere una conferma della diagnosi (notando che la sintomatologia si attenua), ma è importante che si inizi tale dieta solo dopo una valutazione medica specialistica” .

Quali complicanze può portare la celiachia?

Le complicanze della malattia celiaca tendono solitamente a colpire tutte quelle persone che continuano a mangiare alimenti che contengono glutine o che devono ancora diagnosticare la la patologia. Può capitare che alcune persone non riescano a diagnosticare la malattia poiché può presentare sintomi molto lievi o, in alcuni casi, può essere asintomatica. Le complicanze a lungo termine possono essere:

  1. l’osteoporosi, cioè l’indebolimento delle ossa;
  2. carenza di vitamina B12;
  3. anemia per carenza di ferro.

Le complicazioni, che risultano meno comuni ma possono essere più gravi, possono presentarsi durante la gravidanza: in questo caso è possibile che il bambino nasca con un peso basso oppure potrebbero presentarsi alcuni tipi di tumori, come ad esempio il cancro intestinale.