Allergia alla soia? Quello che c’è da sapere

Pubblicato il 8 settembre 2014 | Categoria: Allergie e intolleranze, Featured, Intolleranze

La soia

È innanzitutto bene specificare cos’è la soia: è una pianta erbacea della famiglia delle leguminose, originaria dell’Asia orientale e coltivata per scopi alimentari. È un legume ricco di proteine vegetali di alta qualità.
Molto spesso la soia e i prodotti della soia sono considerati allergeni alimentari, nocivi per il nostro organismo. Per questo motivo il nostro sistema fa si che vengano respinte, provocando i classici sintomi dell’allergia alla soia. Sono state individuate almeno 16 proteine della soia potenzialmente allergogene. È molto diffusa soprattutto nei bambini, nei quali si manifesta intorno al terzo mese d’età. Nell’adulto invece è una forma allergica molto rara e chi ne è affetto deve assolutamente evitare di ingerire alimenti che contengono soia.

Sia l’American Academy of Pediatrics che l’UK’s Chief Medical Officer raccomandano di evitare l’uso di prodotti a base di soia nel regime alimentare dei bambini, a causa della presenza di fitoestrogeni e alla mancanza di agenti ipoallergenici.

Cosa fare in caso di allergia alla soia?

Una volta diagnositcata l’allergia, è opportuno eliminare per qualche tempo i cibi contententi la soia per poi reintrodurli gradatamente nel vostro solito regime alimentare, monitorando l’eventuale ricomparsa dei sintomi. Le reazioni di intolleranza alla soia possono sopraggiungere anche trascorse 48 ore dal momento dell’ingestione.

Ma quali sono i sintomi?

I sintomi sono vari e si possono suddividere in diverse tipologie:

  • dermatologici (acne, dermatite atopica, eczema, prurito, orticaria, angioedema)
  • respiratori (rinite, asma, broncospasmi, dispnea)
  • gastrointestinali (colite, vomito, diarrea, enterocolite)

Altri sintomi riscontrabili nei soggetti affetti da allergia alla soia sono: febbre, anafilassi, ipotensione, laringite edematosa e sonnolenza.

Riconoscerli non è difficile. Essi infatti tendono a comparire solo pochi minuti dopo aver bevuto latte di soia o ingerito cibi che la contengono. I sintomi legati ad alimenti che contengono soia danno all’organizmo giusto il tempo di percepire che è nocivo, manifestandosi abbastanza quindi in fretta.

Problemi associati

Molto spesso i soggetti allergici alla soia, sono intolleranti anche ai legumi, come piselli, fagioli e lenticchie. E non sempre si è a conoscenza di come la lecitina di soia sia legata ad altri alimenti. Durante una dieta alimentare, se si è consapevoli di avere allergia alla soia, è opportuno parlarne col proprio medico e valutare tutti gli altri alimenti che contengano lecitina di soia e magari trovare dei sostituti. Lo afferma anche la nutrizionista Dr.ssa Roberta Madonna: “L’intolleranza alla soia è crociata anche con altre leguminose? Come sostituzione proteica potresti scegliere il seitan, ad esempio; in sostituzione del latte di soia potresti scegliere quello di riso; questo nel caso non consumi proteine animali o latte e derivati e sempre se tu non manifesti alcuna intolleranza al glutine”.

Nei bambini, l’allergia alla soia è molto spesso associata alle proteine del latte vaccino. Il 50% dei bambini infatti allergici al latte vaccino sono anche allergici alla soia.

Alcuni alimenti che contengono soia

Gli alimenti a base di soia sono davvero tanti e molto spesso non si immagina nemmeno che alcuni di questi cibi possano contenere soia. Prendete per esempio una tavoletta di cioccolata, ebbene il burro di cacao costa troppo, ed ecco che viene sostituito dalla lecitina di soia.

Vediamo quali sono gli alimenti che contengono soia:

  • Soia e prodotti a base di soia: latte di soia, burro di soia, bibite a base di soia, salsa di soia, semi di soia, yoghurt di soia, formaggio di soia, olio di soia, tofu.
  • Cereali e prodotti a base di cereali: cereali per la colazione, tutti i più comuni tipi di pane (di grano duro, di riso, di segale e di granturco).
  • Carne, pesce e pollame: salsicce e carni trattate.
  • Dolci confezionati: pasticcini, dolci di frutta, dei gelati alla frutta, sorbetti alla frutta, gelati di soia.
  • Cibi cotti al forno: pane e focacce (incluse quelle di grano duro, di riso, di segale e di granturco), biscotti, torte (confezionate).
  • Cibi vari: molti piatti tipici dei paesi del sud-est asiatico, come Cina, Vietnam, Giappone; e anche molti loro ingredienti, come pastella, fagioli in scatola, miso, salsa teriyaki, e molti prodotti vegetariani.

Allergeni “nascosti”

Abbiamo visto quanto uso si fa di lecitina di soia in campo alimentare, alimento usato molto spesso per le sue proprietà emulsionanti e per i costi molto bassi. Il pericolo di ingerire prodotti a cui viene aggiunta come additivo sottoforma di derivati (lecitina, ma anche idrolizzati proteici), è davvero alto. Questo ha fatto si che ci fosse una maggiore attenzione nell’etichettatura dei prodotti alimentari. La “direttiva allergeni” ha imposto di specificare sull’etichetta l’eventuale presenza di allergeni, tutelando il consumatore. Grazie a questa direttiva non è raro trovare sulla confezione diciture del tipo “prodotto in uno stabilimento in cui si lavora frutta secca”, ma se gli impianti non sono stati “puliti” a norma, può succedere che piccoli residui vadano a contaminare il prodotto, trasformandolo in un potenziale rischio per la salute di chi è allergico, ad esempio, alle noccioline.

Alleviare i sintomi dell’allergia alla soia

Parlare di gravi sintomi di allergia alla soia è eccessivo. Gli effetti di solito non sono molto gravi, basta prendere antistaminici per via orale. La cosa importante è riconoscere i sintomi dell’anafilassi e non confonderli con altre allergie o sintomi di altra natura. In caso di tachicardia, dovuto a problemi di respirazione è utile correre subito in ospedale.