Prugne secche per combattere la stitichezza

Pubblicato il 13 gennaio 2014 | Categoria: Cosa mangiare per prevenire l'insorgere delle malattie, Curiosità culinarie

La stitichezza è un disturbo intestinale molto diffuso che si manifesta con vari sintomi, tra cui:

  • dolori all’addome
  • meteorismo
  • difficoltà durante l’evacuazione
  • mal di stomaco
  • crampi
  • sensazione di gonfiore
  • sensazione di nausea

È dunque molto importante saper cosa fare, cosa mangiare e come comportarsi per cercare di risolvere il prima possibile questa fastidiosa problematica. A soffrire di tale disturbo sono molti adulti e anche molti bambini in tutto il mondo. Questa è una condizione caratterizzata da irregolari movimenti intestinali dovuti, principalmente, a una mancata ed irregolare eliminazione dei rifiuti.

Da cosa deriva la stitichezza?

Innanzi tutto bisogna essere consapevoli di cosa accade nel nostro corpo durante la digestione. Durante la digestione, generalmente, il cibo, prima di essere eliminato dal corpo, passa nel colon; quest’ultimo a sua volta assorbe dal nostro organismo, acqua e sostanze nutritive. Una volta digerito, il cibo passa dal colon al retto, mediante contrazioni muscolari volte a facilitarne il passaggio, dopodiché viene eliminato. La stipsi, quindi, deriva da un eccessivo assorbimento di acqua da parte del colon, che rende le feci asciutte e molto dure, dunque difficili da eliminare.

Come possiamo aiutare il nostro organismo a prevenire questa fastidiosa alterazione dell’equilibrio intestinale?

Essendo un problema molto comune, derivante da cause di varia natura, in primis l’assunzione di farmaci, è bene migliorare il proprio stile di vita, equilibrare la propria dieta e, soprattutto, evitare se possibile l’assunzione di farmaci. Reiterare il consumo di alimenti dannosi e assumere farmaci, in genere i lassativi, porta all’assuefazione verso queste sostanze, che a conti fatti risultano essere inefficaci.

Dunque, si può combattere questo fastidioso problema, cambiando il modo di mangiare, scegliendo cioè un’alimentazione sana. Questo comporta molti vantaggi perché nel caso il problema dovesse manifestarsi nuovamente, sarà più facile eliminarlo attraverso una dieta sana ed equilibrata piuttosto che ricorrendo all’utilizzo di medicinali; infatti, la maggior parte delle persone che soffrono di costipazione e sono costrette ad assumere dei lassativi, diventano dipendenti da questi medicinali e avvertono ciò come un vero e proprio disagio per il proprio corpo.

Quali sono i cibi da inserire nella propria dieta se si è affetti da stipsi?

Come suggerisce anche il Dr. Luca Mattiocco, nutrizionista di Napoli, è possibile curare la stitichezza “con una alimentazione ricca in fibre, con legumi (3/4 porzioni a settimana), frutta e verdura sia a pranzo che a cena e limitando l’introito giornaliero di proteine animali”.

Le fibre sono quelle parti del cibo che il sistema digerente umano non è in grado di digerire e che, conseguentemente, vengono rimosse.

Quali sono gli alimenti che contengono fibre?

I cibi che contengono fibre sono, principalmente, frutta e verdura, i legumi, i cereali, le noci e alcuni semi.

Frutta e verdura sono le principali fonti di fibre, in quanto contengono alcune sostanze che vanno a costituire la massa da eliminare e, soprattutto, ne favoriscono l’eliminazione, ma anche perché in questi alimenti sono presenti diversi enzimi volti ad aumentare l’efficienza del sistema digerente stesso.

Le porzioni di frutta e verdura da consumare quotidianamente devono essere minimo cinque, fino ad un massimo di nove; l’aumento del consumo di questi cibi dev’essere progressivo in quanto si potrebbe correre il rischio di provocare ulteriori danni all’apparato digerente.

Anche un abbondante consumo di acqua rappresenta un toccasana per la stitichezza; infatti un corpo disidratato tende a rimediare alla carenza di liquidi assorbendoli dal cibo, favorendo così, la formazione di feci difficili da espellere in quanto asciutte e dure.

Quanta acqua bisogna bere per facilitare l’espulsione delle feci?

È necessario bere almeno 11 bicchieri di acqua al giorno per le donne e 16 per i maschi, a ciò si può aggiungere il consumo di succhi di frutta e zuppe di verdura, che apportano ulteriori liquidi.

L’importanza dell’assunzione di liquidi ci viene confermata dalla Dr.sa Michela Barducco, dietista si Savona, la quale consiglia di “mantenere un ottimale livello di idratazione – bere molta acqua (1,5-2 l al giorno), soprattutto lontano dai pasti, introdurre alimenti ricchi di liquidi (e fibre), come minestre e zuppe, aggiungere eventualmente infusi di frutta e tisane. Moderare il consumo di alcolici e bevande eccitanti (soprattutto in caso di alvo alterno, frequente nel colon irritabile). Limitare l’assunzione di sodio – il sale (come sale aggiunto agli alimenti o sodio contenuto naturalmente in essi o soprattutto presente negli alimenti trasformati) può promuovere il riassorbimento dei liquidi presenti nell’intestino favorendo la formazione di feci dure e difficili da eliminare. Fare pasti regolari”. Tutti questi sono ottimi rimedi contro la stipsi.

Qual è un rimedio realmente efficace contro la costipazione?

Uno dei rimedi realmente efficaci per combattere la stitichezza, è l’assunzione di prugne secche.

Le prugne, infatti, sono particolarmente note per la loro eccellente azione lassativa. Questo effetto è legato alla presenza di acidi organici, zuccheri ad azione osmotica e ossifenisatina.

Nel caso in cui le prugne secche vengano acquistate come evacuanti, devono essere lasciate in ammollo per un notte e consumate il mattino seguente insieme all’acqua rimasta.

Per poter esaltare il loro effetto lassativo è consigliabile assumerle insieme ad altri complementi naturali, come i semi di lino.

A confermare il beneficio tratto dal consumo di prugne secche in caso di stitichezza è uno studio il cui scopo è stato quello di valutare e confrontare gli effetti di prugne secche e del psyllium nei pazienti con costipazione cronica.

I soggetti che si sono sottoposti all’esperimento, quaranta pazienti stitici di entrambi i sessi e di 38 anni di età media, hanno dovuto consumare sia le prugne secche che il psyllium per 3 settimane ciascuno.

I soggetti, inoltre, hanno dovuto tenere un diario nel quale hanno appuntato il numero di defecazioni spontanee complete alla settimana, il grado di sollievo, la consistenza delle feci, lo sforzo, la tollerabilità, etc.

Terminate le tre settimane di durata dell’esperimento, i risultati ottenuti sono stati soddisfacenti, infatti il numero di defecazioni spontanee complete alla settimana e i punteggi consistenza delle feci sono risultati essere migliorati significativamente con le prugne secche rispetto al psyllium.

Per quanto riguarda i sintomi della costipazione, invece, tra le prugne secche e il psyllum non è stata riscontrata alcuna differenza sostanziale. A conti fatti, quindi, sia le prugne secche che il psyllium sono stati valutati come appetibili nonché sicuri e ben tollerati, ma le prugne secche sono risultate essere di gran lunga più sicure, buone ed efficaci per il trattamento della costipazione, perciò devono essere considerate come una terapia di prima linea.